Leonard,
un metro e ottanta
per cento e trentacinque chili

Per Leonard era stata una giornata faticosa. Faticosa? Che dico, era stata una giornata di merda. «Una fottuta giornata di merda» avrebbe detto il suo miglior amico Will, l’ispettore. Si sa, i poliziotti tendono tutti ad estremizzare i rafforzativi. Ma per quanto, Leonard, quella sera si sforzasse, non riusciva proprio a raddrizzare quel fine giorno claudicante. Leonard, un metro e ottanta per cento e trentacinque chili, abitava in una casa latrina in Mc Cane Street al centotrentaduesimo, anche se il suo sogno era di trovar casa sulla Sunset Boulevard. Ma lì, proprio sulla Sunset, gli appartamenti erano troppo cari per uno che guadagnava appena ottocento dollari al mese, con quello stipendio si poteva a mala pena permettere l’auto che aveva comprato di terza mano giù a Strepper Hill, dallo sfasciacarrozze più unto, viscido e bastardo che ci fosse in città. Leonard, un metro e ottanta per cento e trentacinque chili, non aveva moglie, fidanzata o qualsiasi altra cosa con cui sfogare le sue pulsazioni sessuali, nemmeno le prostitute si poteva permettere. Leonard, un metro e ottanta per cento e trentacinque chili, aveva un problema, un grosso problema. E non era il peso. Il problema di Leonard erano i russi ciuccia stuzzicadenti con zucchero annacquato nella wodka, di Spring Road, incrocio con la trentottesima. Russi ciuccia zucchero che volevano, giustamente indietro i soldi che avevano prestato a Leonard. Leonard, un metro e ottanta per cento e trentacinque chili, non era mai stato uno di parola. Promise a Will, l’amico ispettore di non prendere soldi dagli strozzini, e ora si trovava in un casino più grande di lui. Leonard, inserì la chiave nel nottolino della serratura diede un energico quanto voglioso di sdraiarsi sul divano, giro e si infilò velocemente nella casa latrina Mc Cane Street. Libero. Libero dai portoricani sempre in festa, dalle loro donne succhia cazzi, libero dai cinesi che hanno una soluzione comoda, poca costosa e scadente per tutto, libero dagli Stati Uniti che dichiarano guerra se solo provi a pensare anti-americano. Libero dagli italiani con i loro capelli impomatati, libero dagli ebrei che vogliono per forza di cose venderti gioielli che non puoi permetterti e dei quali non hai bisogno. Will, avrebbe detto: «Fottutamente libero». Leonard avanzò nella casa latrina per alcuni metri, poi svoltò in cucina. Accese la luce sfiorando il legno tagliente delle pareti non incartate. Click. Zucchero, wodka e fottuti stuzzicadenti di legno importati dalla Svezia. I russi. «Leonard, vecchio amico di patria!»Leonard si ricordò di un lontano parente russo. «Ciao, Vladimir» disse Leonard. Poi silenzio. Il suo sguardo pallido e lento si spostò verso i due parapalle di Vlad e verso al tizio seduto, imbavagliato, graffiato e legato proprio al fianco di Vlad. «Leonard, vecchio amico di patria, ho avuto splendida idea per saldare tuo debito» disse Vald giochicchiando con la Beretta fatta importare direttamente dall’Italia. Leonard ribatté: «Ah sì, Vladimir?». Il russo annui con la testa. Poi si alzò e prese la pistola per la canna infilandola tra le mani di Leonard. Poi esclamò: «vedi Leonard, vecchio amico di patria, questo stronzo che tu ha davanti ora, deve a me più soldi di quanto tu devi a me. Se tu ammazzi lui tuo debito estinto». Leonard ci pensò un pochino poi disse: «Ma Vladimir, io non posso. Non lo conosco nemmeno. Perché?». Vlad: «Perché questo stronzo non è in grado e non sarà mai in grado di ridarmi miei soldi. Tu invece non sei così scemo. Spara». Leonard ci pensò poi pensò anche alle conseguenze se non avesse premuto il grilletto. Bang. In pieno volto, a terra. Steso. Vlad richiamò i parapalle e si diresse all’uscita. «Vlad, la pistola» disse l’omicida. E Vladimir: «No vecchio amico di patria. Quella pistola è sporca di una rapina e due omicidi. Ora tu pulisci questo casino e fai sparire pistola. Se tu chimi polizia, tu e tuo amico poliziotto è uomo morto». Una lacrima cadde dalle gote accaldate e agitate di Leonard. Dopo un’ora Leonard, chiamò Will e gli raccontò tutto. Will: «Fottuta giornata di merda, non toccare nulla, facciamo sparire tutto. Ti aiuto io». Leonard, un metro e ottanta per cento e trentacinque chili, aveva appena ucciso un uomo, ma da quel momento aveva un problema in meno.